Milano, 21 novembre 2023   |  

“Riparare crepe con l’oro”, una mostra fotografica racconta le donne

Le fotografie esposte nelfoyer al piano terra di Palazzo Pirelli ritraggono le donne in condizione di grave marginalità sociale nei cortili delle case Aler del quartiere Corvetto di Milano, a volte da sole, a volte insieme ai loro figli, a volte con i loro animali domestici. Le immagini sono accompagnate da brevi testi in cui le donne ritratte raccontano la loro condizione, il quartiere in cui vivono e cos’è per loro la violenza di genere.

Ebano

“Dedico idealmente questa mostra a Giulia che è solo l’ultima vittima di chi confonde l’amore con l’ossessione e il possesso, quando invece il rapporto tra uomo e donna deve essere di libertà e rispetto reciproci”. Con queste parole la Consigliera regionale Silvia Scurati (Lega) ha presentato questa mattina “Riparare crepe con l’oro”, la mostra fotografica con cui il Consiglio regionale celebra la “Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne”.

“Regione Lombardia –sottolinea Silvia Scurati– ha avviato nei servizi dedicati alle vittime di abusi e nelle politiche abitative diverse misure di sostegno: l’albo regionale che introduce nuovi requisiti per le strutture e la rete territoriale dei centri antiviolenza domestica e delle case rifugio che sono state finanziate con 10 milioni di euro, un fondo di 1 milione e mezzo di euro per individuare alloggi Aler per le donne che hanno subito violenza e il protocollo con l’Ordine degli Avvocati di Milano per il patrocinio gratuito per 300mila euro”.

Le fotografie esposte nelfoyer al piano terra di Palazzo Pirelli ritraggono le donne in condizione di grave marginalità sociale nei cortili delle case Aler del quartiere Corvetto di Milano, a volte da sole, a volte insieme ai loro figli, a volte con i loro animali domestici. Le immagini sono accompagnate da brevi testi in cui le donne ritratte raccontano la loro condizione, il quartiere in cui vivono e cos’è per loro la violenza di genere.

Il fil rouge che guida il percorso espositivo si ispira all’arte giapponese del “Kintsugi” per cui le crepe dei vasi che metaforicamente rappresentano le fragilità e le cicatrici delle persone non devono essere nascoste, ma hanno bisogno di essere valorizzate con l’oro, un metallo prezioso, perché ogni vaso rotto ha diritto a essere recuperato e ha una nuova storia da raccontare.

Il Consigliere Segretario dell’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale, Alessandra Cappellari (Lega), che è intervenuta all’inaugurazione della mostra, ha ricordato come questa rassegna sia un segno di “continuità dell’azione di Regione Lombardia nel percorso di prevenzione e contrasto della violenza sulle donne e di sostegno delle vittime e delle famiglie. Riprendendo il messaggio della mostra, dobbiamo continuare a lavorare per ricucire le crepe e trasformarle in un’occasione di unione e ripartenza”.

La mostra fotografica, promossa da promosso da Ebano Onlus, è stata sviluppata all’interno di C.A.S.A. Aler Mazzini e realizzata con fondi FSE.

“Abbiamo sposato questa iniziativa per sostenere donne e bambini che quotidianamente vivono ai margini della società e in gravi condizioni sociali: ringrazio il Consiglio regionale per ospitare questo progetto che vuol dar voce a cosa significhi esser donna nelle case popolari – racconta Michelangela Barba, Presidente di Ebano Onlus -. Chiediamo a chi guarderà le foto e leggerà le parole e le testimonianze delle donne, di sospendere il giudizio e il pregiudizio e di guardarle, ascoltarle nella loro realtà fatta di bianco, di nero e di toni di grigio su cui spicca, sopra ogni cosa, l’oro delle ferite”.

Presente dal 2019 nel quartiere Mazzini di Milano, meglio conosciuto come Corvetto, con azioni di sostegno e promozione rivolte a donne e bambini, Ebano Onlus è una associazione nata da un gruppo di giovani volontari nel 2012 al servizio delle donne in condizione di grave marginalità sociale vittime di ogni genere di violenza e sfruttamento, e dei loro bambini. Negli anni ha costruito una rete di case di accoglienza autosostenute per permettere a ogni donna di ricevere aiuto.

Le fotografie sono state realizzate da Chiara Marigliano e Laura Eusebi. L’allestimento è stato curato dal professor Andrea Bienati, conduttore dei laboratori di Restorative Justice presso il corso di Scienze Sociali per la Globalizzazione dell’Università Statale di Milano, mentre Michelangela Barba si è occupata della raccolta e dell’organizzazione dei testi.

La mostra potrà essere visitata fino a giovedì 30 novembre nei seguenti orari: da lunedì a giovedì dalle 9.30 alle 13.30 e dalle 14.30 alle 17.15; venerdì dalle 9.30 alle 13.30. Ingresso libero.

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