Como, 21 novembre 2023   |  

Lupo in Lombardia: Zamperini (FdI) raccolte oltre 10mila firme

Serve un piano nazionale che passi dalla conservazione al contenimento dalla deroga alla regola. Occorre tutelare allevatori, pastori e comunità rurali della Regione

Incontro con consigliere regionale Zamperini a Bormio

didascalia: Giacomo Zamperini consigliere Regione Lombardia a Bormio

Sono oltre diecimila le firme raccolte finora tra Alta Valtellina, Valchiavenna e Alto Lario, la mobilitazione si estende adesso in tutte le altre provincie lombarde, comprese Lecco, Bergamo e Brescia, in territori montani così come nelle zone rurali di pianura e collina.

Lo scorso sabato il Consigliere Regionale di Fratelli d’Italia, Giacomo Zamperini, Presidente della Commissione Montagna e Coordinatore del gruppo di lavoro “grandi carnivori” in Lombardia, ha preso in consegna altre decine di migliaia di firme raccolte in Alta Valtellina – le quali si aggiungono alle numerose già consegnate – e si è espresso in merito alla presenza del lupo in Regione Lombardia, ormai certificata da numerosi avvistamenti e predazioni.

«L'aumento della presenza di lupi, solitari o in branchi, è ormai una realtà consolidata con la quale tutta la Regione Lombardia, a partire dalle province montane come Lecco, Sondrio, Bergamo e Brescia, convivono da tempo. Si tratta pertanto di un tema estremamente delicato e da gestire con serietà ed attenzione. Nel mese di settembre la Commissione Europea ha annunciato una revisione dello status di protezione della specie, descrivendo il lupo come una "minaccia reale" per l'economia rurale, per gli altri animali e la sicurezza degli esseri umani, esortando allo stesso tempo le autorità locali e nazionali nell'adoperarsi per legiferare disponendo normative volte al contenimento di questa particolare fauna selvatica, senza escludere anche il supporto delle associazioni agricole e venatorie. Così è avvenuto che in queste ore il Governo Meloni a Bruxelles, abbia portato all'attenzione del Consiglio UE dei Ministri dell'Agricoltura, una richiesta dal titolo "un nuovo ruolo degli agricoltori per territori rurali vitali e sostenibili", presentata dall'Italia con il sostegno di Austria, Finlandia, Francia, Grecia, Lettonia, Polonia e Romania.

Da qui, si è chiaramente chiesto che lo stato di protezione dei lupi ai sensi dell'attuale legislazione europea, compresa la Direttiva Habitat, debba essere rivalutato per garantire la coerenza con l'evoluzione della popolazione di lupi e che la Commissione dovrebbe "valutare tempestivamente la situazione e fornire misure concrete e coerenti a livello europeo e transfrontaliero". Dobbiamo quindi necessariamente confrontarci e cooperare per fornire tutti assieme risposte univoche ed efficaci al problema reale del lupo, anche in collaborazione con i nostri territori confinanti, penso alla Svizzera, al Piemonte ed al Trentino.» Ha continuato Zamperini.

«L’aumento delle segnalazioni e delle predazioni su tutto il territorio regionale, insieme alle raccolte firme messe in atto dal Comitato per la Tutela delle Persone e degli Animali dai Lupi, ormai giunte ad oltre diecimila, attestano con chiarezza che la preoccupazione tra allevatori e cittadini è in crescita. È perciò molto importante che Regione Lombardia faccia sentire la sua voce a tutela della biodiversità e a supporto del tessuto economico montano e rurale, che vede tra i suoi pilastri anche l’allevamento, radicato nella nostra terra attraverso antiche consuetudini che non sono certamente conciliabili con la presenza dei grandi predatori carnivori. Se dovessimo perdere i pascoli e gli alpeggi, cancelleremmo secoli di storia, di identità e di tradizioni.» Aggiunge il Consigliere.

«Lo scorso fine settimana mi sono recato personalmente a Bormio, dove ho incontrato vari allevatori e pastori locali, che mi hanno consegnato le 3100 firme raccolte in Alta Valtellina. In loro ho percepito una forte inquietudine e un diffuso senso di abbandono. Hanno condiviso con me le criticità quotidiane che attraversa chi è costretto a convivere con questo problema, che mi rendo conto essere lontano anni luce dalla percezione di chi vive nelle città. Queste firme sono molto importanti, perché permettono agli allevatori di far sentire la propria voce. L’obiettivo è quello di giungere ad una concreta ed efficace revisione del “Piano lupo”.

La sua attuale impostazione, infatti, risulta inadeguata a contrastare l'aumento dei danni provocati dai lupi alle aziende zootecniche e ai pascoli, dal momento che mira prioritariamente alla sua conservazione senza tutelare la sicurezza delle nostre comunità rurali e della loro attività economica. Serve, invece, che il Piano insista sul monitoraggio e sul contenimento, passando dal concedere deroghe al fornire regole chiare ed inoppugnabili. Per tale ragione, è indispensabile che Regione Lombardia, al pari del Piemonte, intervenga presso la Conferenza Stato-Regioni per "congelare" il Piano Lupo, che così come pensato è praticamente identico alla sua precedente versione e non tiene conto dei nuovi dati ISPRA i quali, invece, certificano un notevole aumento della presenza del predatore. Forse andrebbe replicato che così come esiste un protocollo per la gestione degli orsi, è altrettanto opportuno che ce ne sia uno anche per i lupi, in modo tale che le regole siano chiare e che non ci sia spazio per ricorsi e controricorsi vittime della discrezionalità dei giudici.»

Dobbiamo prendere un’adeguata coscienza del moltiplicarsi di episodi preoccupanti che coinvolgono lupi "confidenti" ed "ibridi", e portano conseguenze come il ricorso alla legittima difesa, le aggressioni vicino alle abitazioni e la prefazione di animali d'affezione, soprattutto cani domestici. Pertanto, dove la presenza del predatore è accertata, vorremmo che si mettessero in campo misure efficaci preventive e contenitive prima che sia troppo tardi e si arrivi a situazioni di emergenza anche in Lombardia. Non è l'uomo che si deve adattare alla presenza del lupo, anzi noi abbiamo la responsabilità di tornare ad essere regolatori della biodiversità. Con una semplificazione, posso dire che noi stiamo dalla parte delle pecore e degli altri animali predati dal lupo.» Conclude il Presidente della Commissione Montagna.

«Ho avuto una proficua interlocuzione con il Ministro Pichetto Fratin e con il Sottosegretario all’Ambiente, Claudio Barbaro, il quale si è reso disponibile a partecipare al convegno che organizzeremo in Regione Lombardia per dare voce a gruppi di cultura rurale ed agli agricoltori e pastori di montagna, rimasti per troppo tempo inascoltati.
Dobbiamo lavorare per arginare i rischi, senza mai dimenticare che i nostri obiettivi principali sono la sicurezza dei cittadini, il sostegno di imprese e allevatori, la tutela dell’ambiente e lo sviluppo del turismo. Trovare un equilibrio tra tutti questi interessi è la grande sfida che abbiamo di fronte. Sottolineo la pericolosa disinformazione che starebbe diffondendosi, dove addirittura, in qualche riunione pubblica sui territori, sarebbe stato dipinto l’aumento della presenza dei lupi, non come una problematica da gestire, ma come un’opportunità di sviluppo turistico. La realtà è ben diversa: i turisti sono scoraggiati dal recarsi in zone nelle quali è accertata l’esistenza di branchi o singoli esemplari. I dati sulla presenza del lupo, sono ormai acclaratamente sottostimati. Questo inverno, ho chiesto ed ottenuto che ERSAF e Regione Lombardia, provvedano ad un nuovo censimento.»

DATI
Secondo le informazioni raccolte dalla Regione Lombardia, il primo branco delle alpi lombarde si è formato nel 2015 proprio in Alto Lario e da allora la presenza del lupo è rilevata ogni anno mediante monitoraggi sistematici e raccolta e verifica delle segnalazioni.
Secondo Ersaf (Ente regionale per i servizi all'agricoltura e alle foreste), in Lombardia sono attualmente presenti tra i 60 e i 90 lupi, distribuiti su gran parte del territorio regionale.

In particolare, sono stati individuati
- un branco stabile in provincia di Como composto da tre/cinque individui, condiviso con il Canton Ticino;
- un branco in alta Valcamonica con una decina di esemplari condiviso con la provincia di Trento;
- un branco al confine tra il Bresciano e la provincia di Sondrio con tre individui;
- due branchi in Val Chiavenna e Alto Lario;
- una coppia nel Parco dello Stelvio; 22/34 lupi suddivisi in quattro branchi in Oltrepò pavese;
- una coppia nel Parco del Ticino; un branco nel Lodigiano; un branco nel Cremonese.

Nel corso del 2023 è stato possibile accertare la presenza di nuovi branchi:

- un branco al Parco Nazionale dello Stelvio
- un branco tra Val Seriana e Val di Scalve in Provincia di Bergamo.

A questa mappatura sfuggono però i lupi in dispersione, cioè quelli che lasciano il branco e che sono capaci di percorrere, spostandosi da un territorio a un altro, fino a mille chilometri. Un branco è in grado di arrivare a controllare un territorio di circa 200 km quadrati.

Nel 2021 la Regione ha liquidato risarcimenti per danni provocati dai grandi carnivori (lupi, ma anche orsi) per una cifra pari a 64.035 euro, con un incremento del 36% (oltre 40mila euro) rispetto al 2020, quando erano stati stanziati a questo scopo 23.512 euro. È il valore più alto dal 2009 e in crescita costante negli ultimi dieci anni. Gli attacchi dei lupi nel 2021 hanno causato risarcimenti pari a 23.520 euro: una crescita record rispetto al 2020 (all'epoca erano stati 9.180 euro) e rispetto agli ultimi nove anni, quando non avevano mai raggiunto la soglia dei diecimila euro.

Nel decennio dal 2012 al 2022 la provincia di Brescia ha registrato il maggior numero di aggressioni da lupi con 54 attacchi, davanti a Sondrio con 31. Seguono Como con 17, Pavia con 13, Bergamo con otto, Lecco con due, Milano, Mantova e Varese con una. Solo Cremona, Lodi e Monza Brianza non hanno fatto registrare episodi.

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