Como, 11 settembre 2023   |  

La sanità al contrario

Il best seller del generale Roberto Vannacci ha ispirato il generale D. (ris) Nicolò Manca a riflettere su quanto poco o nulla si sappia degli effetti avversi provocati da taluni vaccini.

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Recentemente la stampa ha riportato alcuni dati ufficiali (aggiornati al 1° Settembre 2023) nei quali il Ministero della Sanità e l’ISS hanno reso noto che al 91,77% della popolazione italiana over 12 (49.549.537 individui) sono state somministrate una o più dosi di vaccino anti-covid, per un totale di 145.116.898 dosi. Al restante 8,23% di italiani (4.443.638) non è stata somministrata alcuna dose. Altro dato riguarda i decessi: 709.035 nel 2021 (63.000 in più rispetto all’anno precedente) e 713.499 nel 2022 (12.000 in più rispetto al 2021), per un totale di 1.422.534.

Sorge spontanea una domanda: quanti di questi decessi sono dovuti alle varie cause quali vecchiaia, malattia, incidente, cancro, omicidio, suicidio, caldo, freddo, overdose, calamità naturali ecc e quanti sono invece catalogabili come effetti collaterali della vaccinazione anti covid?

Ritenuta poco credibile la risposta “non si dispone di questi dati” (è noto che gli enti sopracitati aggiornano gli archivi nominativi dei vaccinati e dei non-vaccinati), le ipotesi relative al rapporto percentuale dei decessi vaccinati/non vaccinati sono tre.

1°. La percentuale dei decessi nel gruppo dei vaccinati è inferiore a quello dei non-vaccinati, un “merito” attribuibile esclusivamente al vaccino, unico elemento differenziatore dei due gruppi. Se ciò fosse accaduto sarebbe stata la circostanza migliore da sbandierare (cosa non avvenuta) per favorire la campagna vaccinale.

2°. La percentuale dei decessi nel gruppo dei vaccinati è superiore a quello dei non-vaccinati, una “colpa” imputabile anche in questo caso esclusivamente al vaccino. Ovvio che in tale ipotesi la censura politica, dell’informazione e di chiunque abbia interessi nella campagna vaccinale tenda a non dare risalto ad una eventuale pericolosità del vaccino.

3°. Le due percentuali si equivalgono, circostanza che dimostrerebbe l’evidente inutilità del vaccino in quanto ininfluente… nonostante i costi miliardari gravanti sulla collettività.

Considerato che nel Maggio scorso, con l’approssimarsi della nuova campagna vaccinale e in contemporanea con quanto avvenuto negli USA e nel Regno Unito, anche il Ministero della Sanità ha comunicato che “non sarà più pubblicata l’analisi dei decessi per stato vaccinale”, non resta che fare riferimento ai dati resi noti da alcuni Paesi europei fino allo scorso mese di Maggio.

A tale ripiego ha peraltro fatto ricorso anche il responsabile del Centro per la Salute Globale dell’ISS, Maurizio Federici. In particolare l’ONS (Office for National Statics, l’omologo inglese dell’ISTAT) ha reso noto, dall’Agosto 2022 al Maggio 2023, il numero dei decessi e il relativo confronto vaccinati/non-vaccinati riferito a un campione di 211.853 cittadini inglesi di età compresa tra i 18 e i 39 anni.

Dal confronto riferito al mese di Agosto 2022 è emerso subito che mentre i decessi tra i vaccinati registravano lo 0,47 % (20 su 4231), quelli dei non-vaccinati si attestavano sullo 0,051% (106 su 207.622). Il drammatico rapporto dei decessi vaccinati/non vaccinati è stato di 9,26 : 1. È significativo notare che si è registrato 1 decesso ogni 1958 soggetti non vaccinati e 1 ogni 211 soggetti vaccinati.

Altrettanto significativo il calcolo relativo all’ipotesi che avesse visto l’intero campione di 211.853 soggetti sottoposti al vaccino: rispetto ai 126 decessi totali verificatisi nella realtà, i decessi sarebbero stati 995. Per contro se nessuno si fosse vaccinato i decessi sarebbero scesi a 108 casi.

Per un raffronto con la situazione italiana occorrerebbe conoscere anzitutto quanti dei 53.993.175 cittadini italiani over 12 censiti complessivamente erano di età compresa tra i 18 e i 39 anni.

Sic stantibus rebus sorprende il contenuto della circolare ministeriale per la campagna vaccinale 2023-2024 (intrapresa ancor prima di disporre del “nuovo vaccino anti-covid) che raccomanda la vaccinazione di numerose categorie di soggetti: da quelli “fragili”, anche se colpiti da precedenti effetti collaterali, alle donne in gravidanza e in allattamento, ai bambini, ai familiari di questi soggetti fino agli …studenti in medicina!!! Inspiegabile inoltre che si propongano limitazioni e condizionamenti per le biopsie dei soggetti giovani deceduti post-vaccino.

Questo oscuro quadro generale dovrebbe essere oggetto di studio da parte di una commissione d’inchiesta in grado di individuare le cause dei decessi e degli effetti invalidanti post-vaccino. È diffusa la convinzione che si voglia nascondere la portata di quanto è accaduto e quindi si rischi il ripetersi di una tragica esperienza.

L’argomento meriterebbe un capitolo a sé nel libro “Il mondo al contrario” del generale Roberto Vannacci, commilitone di chi scrive, cui mi sono ispirato per il titolo di queste considerazioni.

La forza dirompente di quel libro forse contribuirebbe a scuotere l’opinione pubblica frastornata da una serrata propaganda pro-vaccino alimentata ai massimi livelli politici del pensiero unico. Il tutto potrebbe contribuire a limitare il numero di italiani in giovane età destinati a riposare in pace in una bara, prima ancora che, forse per l’effetto collaterale di un vaccino, avessero potuto intraprendere la battaglia della vita.

Gen.D. (ris) Nicolò Manca

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