Como, 07 agosto 2019   |  

Industria e artigianato trend positivo nel comasco

Nel rapporto secondo trimestre 2019 risultati positivi nel comparto industriale, artigianato ed anche dei servizi del territorio comasco

Artigianato

Analizzando i dati relativi all’analisi congiunturale del 2° trimestre 2019, ecco i dati per industria, artigianato, commercio e servizi del territorio comasco. 

Industria. La provincia diComo torna ad evidenziare dati tendenziali positivi per la produzione e il fatturato (rispettivamente +0,8% e +2,5%, contro il -0,9% e +1,8% lombardi); rimane negativa la variazione degli ordini: -1,2% (invariati a livello regionale).

L’indice medio della produzione industriale comasca si è attestato a 101,1 (media 2010=100), contro il 115,9 lombardo; inferiori alla media regionale sono anche gli indici medi di fatturato e ordini (rispettivamente 115,3 e 117,6, contro 134,4 e 124 della Lombardia). Tra i principali settori dell’economia locale, “legno-mobilio” e “meccanica” evidenziano crescite della produzione rispetto al secondo trimestre del 2018 (rispettivamente +10,9% e +0,8%), mentre il “tessile” mostra un calo (-1%)3. Rispetto al secondo trimestre del 2018, l’occupazione industriale a Como è calata dello 0,6%(contro il +0,4% della Lombardia);l’indice medio si è attestato a 92,8 (media 2010=100); in Lombardia è a quota 101,2. 

Analizzando nel complesso il primo semestre 2019, ordini e fatturato delle aziende industriali comasche registrano una variazione media positiva (rispettivamente +1% e +0,8%); viceversa, cala dello 0,5% la produzione (a livello regionale quest’ultima e gli ordini rimangono invariati, mentre il fatturato cresce dell’1,8%). L’occupazione industriale è rimasta pressoché stabile (-0,1%, contro il +0,6% della Lombardia).

 Artigianato.  Anche l’artigianato evidenzia andamenti differenti tra le due province lariane; infatti, mentre a Como si registra un miglioramento rispetto al 1° trimestre (che aveva mostrato una performance poco brillante), dai dati lecchesi emerge la prosecuzione del momento negativo, con cali significativi di produzione, fatturato e soprattutto ordini. A Como la produzione artigiana registra una variazione tendenziale positiva (+2,4%, terza piazza in Lombardia dietro a Sondrio e Cremona, rispettivamente +6,6% e +5,2%; media regionale +0,3%); in crescita anche il fatturato (+1,9%, contro il +0,8% lombardo), mentre calano gli ordini (-3,5%, contro il -0,6% della Lombardia). La produzione aumenta soprattutto nei settori “gomma-plastica” (+26,4%), “legno-mobilio” (+5,3%) e “carta-stampa” (+4,3%), mentre i cali più accentuati sono quelli dei “minerali non metalliferi” (-17,8%), del “tessile” (-5,7%) e degli “alimentari” (-1,8%). L’indice medio della produzione artigiananel 2° trimestre 2019 si è attestato a 112,4 (media 2010=100); quello degli ordini a 104,7 e quello del fatturato a 107,4. Tutti e 3 i valori comaschi sono nettamente superiori alla media lombarda (produzione 100,5; ordini 95,8; fatturato 100,3). Rispetto al periodo aprile-giugno dello scorso anno, l’occupazione ha evidenziato una crescita del 2% e il numero indice si è attestato a 99,1 (contro il +0,9% lombardo; l’indice regionale è posizionato a 99,8).

Analizzando il primo semestre 2019, produzione e fatturato delle aziende comasche registrano variazioni medie positive rispetto allo stesso periodo del 2018 (rispettivamente +1,2% e +0,7%), mentre calano del 2,5% gli ordini (a livello regionale, produzione invariata; fatturato +0,6%; ordini -1%). L’occupazione del comparto artigiano comasco è cresciuta più della media lombarda (rispettivamente +1,2% e +0,8%). 

Commercio e servizi. Il 2° trimestre 2019 registra dati differenziati per i due territori anche per il volume d’affari del commercio e dei servizi; infatti Como evidenzia una variazione tendenziale negativa nel commercio e positiva nei servizi (rispettivamente, -2,6% e +0,9%), mentre a Lecco si verifica la situazione opposta (+3,4% e -0,4%). Positivo l’andamento dell’occupazione in entrambe le province, sia per il commercio che per i servizi (con la sola eccezione di un leggero calo in quest’ultimo settore per la provincia di Como). I territoriocomasco evidenzia un calo del volume d’affari per quanto riguarda il commercio (-2,6%) e una crescita per quello dei servizi (+0,9%; la media regionale si è attestata rispettivamente a +0,8% e a +1,5%). L’indice medio è stato pari a 90,4 per le imprese del commercio e a 96,6 per quelle dei servizi(a livello regionale, rispettivamente 87,8 e 105). Valori positivi per l’occupazione del commercio: la variazione tendenziale del 2° trimestre 2019 è stata del +0,7%, (contro il +1,2% regionale), mentre si è registrato un calo nei servizi (-0,4%, contro il +1,5% della Lombardia); il numero indice ha raggiunto quota 102,3 per il commercio e 132,9 per i servizi (i dati regionali sono rispettivamente pari a 100 e 111,5).

Analizzando il primo semestre 2019, le imprese del commercio comasche hanno evidenziato un calo del volume d’affari (-1,4%, contro il -0,1% regionale) e una crescita dell’occupazione (+0,7% contro il +1,2% della Lombardia). Nei servizi restano pressoché stabili volume d’affari e occupazione (rispettivamente +0,3% e +0%, contro il +1,7% e +2,5% regionali). Paragonando i dati tra la provincia di Lecco la variazione del volume d’affari è positiva per il commercio (+3,4%) e negativa per i servizi (-0,4%). L’indice medio del 2° trimestre è stato pari a 82,9 per le imprese del commercio e a 100,7 per quelle dei servizi. Per entrambi si evidenzia un incremento dell’occupazione (rispettivamente +2,3% e +2,6%). I numeri indice di entrambi i comparti risultano superiori all’anno base (commercio 100,9 e servizi 104,9); tuttavia sono entrambi inferiori a quelli comaschi. Prendendo in considerazione il primo semestre 2019 le imprese lecchesi del terziario hanno evidenziato valori positivi: volume d’affari del commercio +0,8%, dei servizi +1,7%. Cresce anche l’occupazione: +2,4% nel commercio e +1,1% nei servizi. 

Ulteriori dati elaborati dall’Ufficio Studi e Statistica della Camera di Commercio di Como-Lecco sull’andamento economico del 1° semestre 2019:  i fallimenti  a Como scendono da 70 a 40 unità (-42,9%). Pertanto l’intera area lariana ha registrato una riduzione del 29,9% (contro il -6,7% della Lombardia e il -3,8% dell’Italia);  diminuisce l’importo complessivo dei protesti per entrambe le province: a Como da oltre 2,6 milioni a poco più di 2 (-22,1%). Dunque, l’importo dei protesti dell’intero territorio lariano è calato del 22,7%;  aumentano le ore di cassa integrazione autorizzate dall’INPS in entrambi i territori. Tuttavia, si nota un andamento differenziato per le due province: a Como aumentano considerevolmente le ore di cassa integrazione straordinaria (+107,7%) e crescono anche quelle ordinarie (+18,2%); non si è fatto ricorso alla cassa in deroga e, complessivamente, le ore aumentano del 48,1%. A Lecco cresce la cassa ordinaria (le ore sono più che raddoppiate rispetto al 1° semestre dello scorso anno, +172,4%), ma cala considerevolmente la straordinaria (-64,5%). Non sono state autorizzate ore di cassa in deroga e le ore totali sono cresciute del 45,2% Complessivamente, le ore di cassa autorizzate nell’intera area lariana crescono del 47,6% (+38,1% la CIG ordinaria e +64,2% quella straordinaria); a fine Giugno 2019 le imprese registrate in provincia di Como erano 47.759(per 60.803 unità locali) e il saldo tra imprese nate e cessate nei primi sei mesi dell’anno è negativo:-114 unità (-0,2% rispetto a fine giugno 2018).  A Lecco le imprese registrate erano 25.743 (per 32.888 localizzazioni) e il saldo tra imprese nate e cessate è pari a -199 (-1,3%). Nel complesso, le aziendelariane sono diminuite dello 0,6% (a fronte dell’invarianza regionale e nazionale): le iscrizioni sono cresciute del 4% e le cessazioni del 14,8%.

Aspettative delle imprese per il terzo trimestre 2019. Le previsioni per il prossimo trimestre degli imprenditori intervistati evidenziano sono poco promettenti, anche in considerazione della pausa estiva, in entrambi i territori e in tutti i settori: per Como i saldi tra imprenditori industriali ottimisti e pessimisti registrano un peggioramento: per la produzione si passa dal +1,1% dell’indagine precedente al -4,6%; per la domanda interna dal -4,3% al -9,2%; per quella estera dal +12,4% al +5,1%; per l’occupazione dal -2,2% al -2,3%. Peggiorano anche le aspettative dell’artigianato: per la produzione si passa dal -2,3% al -12,2%; domanda interna dal -4,7% al -9,9%; occupazione da un saldo nullo al -5,5%. In controtendenza il saldo della domanda estera: da -16% a -13,7%. Aspettative non brillanti anche nel terziario: nel commercio, il saldo tra pessimisti e ottimisti passa dal +1,1% al -12,5% per il volume di affari e dal +1,2% al -8,3% per l’occupazione; nei servizi si passa dal +11,9% al -15% per il volume d’affari e dal +10,7% al +5% per l’occupazione.

 I dati contenuti in questa nota si riferiscono tutti alle variazioni tendenziali: confrontano cioè i valori del 2° trimestre 2018 con quelli del 2° trimestre 2019.  L’indagine è stata realizzata da Unioncamere Lombardia in collaborazione con gli Uffici Studi e Statistica delle Camere lombarde. In particolare, per la provincia di Como, sono state intervistate 88 imprese industriali, 91 artigiane, 97 del commercio e 80 dei servizi. Per il territorio lecchese i questionari raccolti sono stati 112 per il comparto industria; 80 per quello artigiano; 58 per il commercio; 55 per i servizi.  Nella lettura di questi dati va tenuto presente che oltre la metà delle imprese intervistate opera nei comparti della “meccanica” e del “tessile” (la prima con 27 aziende, il secondo con 31). Per la provincia di Lecco i comparti con il maggior numero di ditte industriali coinvolte nell’indagine sono “meccanica” e “siderurgia” (i questionari compilati sono stati, rispettivamente, 66 e 9) Pertanto, gli altrisettori di entrambe le province sono poco rappresentanti all’interno dei rispettivi campioni e i dati sono meno “robusti”.A livello regionale i tre settori con il maggior incremento della produzione industriale sono: “legno mobilio” (+1,7%), “alimentari” (+1,7%) e “siderurgia” (+1%); evidenziano un calo soprattutto “abbigliamento” (-9,7%), “pelli-calzature” (-2,7%) e “meccanica” (-1,6%). Oltre la metà delle imprese intervistate opera nei comparti della “meccanica” del “legno-mobilio” e dell’“alimentare” (rispettivamente 31, 20 e 9 aziende).

Anche per la provincia di Lecco più del 50% delle imprese coinvolte nell’indagine opera in soli tre comparti (42 nella “meccanica”, 6 nella “gomma-plastica” e 5 nel “tessile” e 4 per il “legno-mobilio”). Pertanto, gli altrisettori di entrambe le province sono poco rappresentanti all’interno dei rispettivi campioni, e i loro dati sono meno “robusti”. A livello regionale i tre settori che registrano incrementi della produzione artigiana sono “minerali non metalliferi” (+5,8%), “legno-mobilio” (+2,9%) e “alimentari” (+0,7%); i comparti maggiormente in difficoltà sono “pelli-calzature” (-2,4%), “siderurgia” (-2,2%) e “carta-stampa” (-1,1%).  In Lombardia le ore autorizzate complessive di cassa integrazione sono calate del 10,5% (CIG ordinaria, +7,4%, CIG straordinaria, -24,2%; CIG in deroga, -98,5%). Italia invece le stesse sono cresciute del 16,3% (CIG ordinaria, -7,7% CIG straordinaria, +41,9%; CIG in deroga, -71,6%).  

Como: imprese nate nel 1° semestre 2019 1.668 (+5,2% rispetto al 1° semestre 2018); cessazioni 1.782 (+14,2%). Lecco: imprese nate 857 (+1,7%); cessazioni 1.056 (+15,7%). A fine giugno 2019, la crescita delle unità locali registrate in provincia di Como è stata dello 0,1% mentre sono calate dell’1% a Lecco (Lombardia +0,4%; Italia +0,3%).

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