Como , 01 agosto 2019   |  

Imprese lariane assunzioni in calo

Previsti 15.630 nuovi ingressi tra Luglio e Settembre con -16,8% pari a -3.150 unità rispetto al 2° trimestre; in particolare a Como -1.430 persone e a Lecco -1.720, cioè rispettivamente -12,4% e -23,8%

occupazione

Nel 3° trimestre 2019 le imprese delle province di Como e Lecco prevedono di effettuare complessivamente 15.630 nuovi ingressi (-16,8% pari a -3.150 unità rispetto al 2° trimestre; in particolare a Como -1.430 persone e a Lecco -1.720, cioè rispettivamente -12,4% e -23,8%).

A cercare nuovo personale sarà il 20,6% delle aziende comasche con almeno un dipendente e il 20,5% di quelle lecchesi1 (contro il 24,1% e il 22,2% del 2° trimestre). della nostra regione i nuovi posti di lavoro saranno quasi 231.000 (-5,8% rispetto al periodo aprile-giugno), e a livello nazionale sfioreranno quota 1.113.000 (-16,5%).

Questi dati emergono dall’indagine Excelsior sulle previsioni di assunzione, svolta mensilmente dalle Camere di Commercio (per le imprese oltre 50 addetti) e da Infocamere tramite l’invio di questionari online e interviste telefoniche. L’indagine è coordinata a livello nazionale da Unioncamere, in accordo con l’Agenzia Nazionale per le Politiche Attive del Lavoro (ANPAL), il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. In media, nel 2018, nel territorio lariano (Como+Lecco) operavano 20.330 imprese con almeno un dipendente, occupando 191.980 lavoratori.

I dati qui contenuti sono tratti dall’indagine svolta nel periodo dal 27 Maggio al 10 Giugno 2019, su un campione nazionale di circa 161.000 imprese, rappresentativo delle aziende con dipendenti nei settori manifatturiero, del commercio e dei servizi. I risultati della nuova indagine Excelsior sono arrotondati alla decina e non sono confrontabili con quelli dei periodi precedenti al maggio 2017, in quanto da tale data la numerosità del campione è molto aumentata e le domande dei questionari sono variate, con un maggior focus sui profili professionali e sui livelli di istruzione richiesti. I dati dell’indagine vengono ora integrati con quelli amministrativi (in particolare le comunicazioni obbligatorie ai Centri per l’Impiego); pertanto, sono più precisi e accurati. Il 28 marzo scorso, con l’accorpamento delle Camere di Commercio di Como e di Lecco, è nata la Camera di Commercio di Como-Lecco. Pertanto, a partire dalla Nota informativa n. 1/30.4.2019, vengono fornite analisi riferite all’intero territorio lariano; laddove non sono disponibili i dati aggregati delle due province, viene indicato il dato dei singoli territori.

Nel 3° trimestre 2019, il 36,1% delle entrate si concentrerà nel comparto industriale: si tratta di 5.650 nuovi contratti (-18,8% rispetto al periodo aprile-giugno), di cui 890 riguarderanno il settore delle costruzioni (-18,3%). Rispetto al 2° trimestre cresce la quota di nuovi ingressi nel terziario (dal 62,9% al 63,9%). In particolare, le nuove assunzioni previste saranno 1.710 nel commercio (con un calo del 21,2% rispetto al periodo aprile-giugno), 2.370 nel turismo (-42,6%) e 5.900 negli altri servizi (+6,9%).

1) Le assunzioni previste nel comparto manifatturiero calano del 3,7% rispetto al periodo aprile-giugno. I nuovi ingressi previsti a luglio in questo comparto sono 1.490, mentre 320 riguardano le costruzioni.

Nel mese di Luglio 2019,sulle 5.190 assunzioni programmate dalle imprese lariane la quota con contratto a tempo indeterminato sale al 28,1% (ad aprile era del 27,9%).

Lecco, con il 34%, sale dal 5° posto di Aprile alla 2a piazza tra i territori lombardi (dietro solo a Varese, con il 36%). Como, con il 25% (contro il 27,3%), scende dal 6° al 10° posto, precedendo solo Mantova e Sondrio.

La quota delle nuove assunzioni a tempo indeterminato previste a luglio dalle imprese lariane resta inferiore alla media lombarda (che rimane stabile rispetto ad Aprile, attestandosi al 30%), ma rimane più alta di quella nazionale (che diminuisce dal 26,9% al 22,3%).

Rispetto ad Aprile, scende di quasi due punti percentuali la quota dei contratti di apprendistato (dal 10,4% all’8,5%), facendo comunque registrare un valore superiore alla media lombarda, ma inferiore a quella italiana (rispettivamente 8% e 9,5%).

Calano i contratti a tempo determinato (dal 59,8% di tre mesi fa al 57,6%, dato superiore alla media regionale, 57%, ma inferiore a quella nazionale, 64%).

La quota di assunzioni con altre forme contrattuali sale dal 2% di aprile al 5,6%di luglio, tornando superiore a quella lombarda e italiana.

Como, la maggioranza dei nuovi ingressi a tempo indeterminato previsti si concentra nelle costruzioni e nel manifatturiero (rispettivamente 84% e 62%); viceversa, il terziario vede una netta prevalenza di contratti a tempo determinato (servizi alle persone 84%; servizi alle imprese 71%; turismo 68%; commercio 67%).

Per Lecco, prevalgono gli ingressi a tempo indeterminato nel manifatturiero (66%); il tempo determinato è maggiormente utilizzato nei servizi alle persone (75%), nel turismo (66%) e nel commercio (57%); nei servizi alle imprese entrambe le quote superano il 40% (tempo indeterminato 46%, tempo determinato 41%).

Nelle costruzioni si nota un alto ricorso ad altre tipologie di contratti: 72%. Ad aprile sale decisamente la quota delle aziende più grandi (oltre 250 addetti era del 16,1%). Raffrontando i dati con quelli di Aprile, in Luglio cresce la quota di ingressi riservati a figure “high skill” (dirigenti, specialisti e tecnici: dal 14,1% al 17,3%); il valore resta inferiore alla media regionale (22,6%), ma torna superiore a quella nazionale (16,8%). In particolare, Como mantiene la 5a posizione nella graduatoria regionale, preceduta ora da Milano, Monza Brianza, Varese e Lecco (che recupera due posti, passando dalla 6 a piazza alla 4a).

La somma delle percentuali può non dare 100 in quanto i valori assoluti sono arrotondati alla decina. A Luglio, in Lombardia: piccole imprese 51,5%; medie imprese 24,9%; grandi imprese 23,6%. Italia: piccole imprese 63,7%; medie imprese 19,4%; grandi imprese 16,9%.

Nel 3° trimestre 2019, a Como+Lecco, piccole imprese 57,3% (contro il 63,9% del periodo aprile-giugno); medie imprese 21,2% (era 18,4%); grandi imprese 21,6% (era 17,6%). In Lombardia, piccole imprese 51,4%; medie imprese 26%; grandi imprese 22,6%. In Italia: piccole imprese 61,1%; medie imprese 20,8%; grandi imprese 18,1%.Rispetto al mese di aprile, a luglio torna a salire la quota di entrate destinate a personale laureato (dall’8,4%, all’11,4%); ciononostante la percentuale del territorio lariano continua ad essere inferiore alla media regionale(16,1%), ma torna leggermente superiore a quella nazionale (11,2%)1.

Como (la cui quota sale dall’8,7% all’11,3%) perde una posizione nella graduatoria lombarda rispetto ad aprile, posizionandosi al 6° posto, dopo Milano, Monza Brianza, Varese, Pavia e Lecco (rispettivamente 22,4%, 15%, 12,8%, 12,6% e 11,4%); Lecco recupera 4 posizioni, piazzandosi al 5° posto.

Viceversa, cala la quota degli ingressi di diplomati (dal 69,5% di aprile al 61,7%, di cui il 31,8% con diploma di scuola media superiore e il 29,9% di Istituto professionale), mentre sale quella di risorse umane che hanno semplicemente assolto all’obbligo scolastico (dal 22,1% al 26,8%). Per queste ultime, Como (con il 29,5%) evidenza il valore più basso in Lombardia dopo Sondrio, piazzandosi, pertanto, in decima posizione (ad aprile occupava la 4a piazza)2. Lecco (21,3%) passa dall’8° al 3° posto, a pari merito con Monza, dietro a Milano e Varese (rispettivamente 19,9%, e 21,2%). Como, “cuochi, camerieri e altre professioni dei servizi turistici” (550 persone) “professioni specifiche degli altri servizi alle persone” (370 nuovi ingressi), “conduttori di mezzi di trasporto” (180 assunzioni previste).

Tra i profili maggiormente richiesti sia dalle imprese comasche che da quelle lecchesi spiccano soprattutto figure a media e bassa specializzazione:

per Lecco, “operai nelle attività metalmeccaniche ed elettromeccaniche”, “cuochi, camerieri e altre professioni dei servizi turistici” (310 nuove assunzioni ciascuno) e “commessi e altro personale qualificato in negozi ed esercizi all’ingrosso” (90 nuovi ingressi).

Aumenta la quota di ingressi riservati a giovani con meno di 29 anni (dal 35,1% di aprile al35,5% diluglio); il valore lariano è superiore sia alla media regionale che a quella nazionale (rispettivamente 32,9% e 31,5%). A livello lombardo, Lecco (37,3%) e Como (34,6%) si posizionano rispettivamente al 2° e al 3° posto (erano 3a e 1a ad aprile); al primo posto c’è Bergamo (37,4%) e al quarto c’è Sondrio (33,6%).

A Como la quota di “under 29” per alcune famiglie professionali è particolarmente consistente: “area produzione di beni ed erogazione del servizio” (33%, pari a 600 figure), “aree commerciali e della vendita” (45%, pari a 310 unità) e “aree tecniche e della progettazione” (31,3%, pari a 120 persone).

Anche a Lecco le aree che riservano le maggiori opportunità ai giovani sono analoghe: “area produzione di beni ed erogazione del servizio” (38,3%, pari a 350 figure), “aree commerciali e della vendita” (46,3%, pari a 150 unità) e“aree tecniche e della progettazione” (25,2%, pari a 60 persone).Altro focus dell’analisi concerne le figure professionali di difficile reperimento. La loro quota resta consistente ed è pure in crescita (dal 29,6% al 33,3% di luglio); il dato è superiore sia alla media regionale (29,2%) che a quella nazionale (26,6%).

Da sottolineare come le imprese lecchesi evidenzino maggiori difficoltà rispetto a quelle comasche a trovare il personale di cui necessitano (40,3% contro 29,9%). A Como questo fenomeno è particolarmente sentito per le seguenti famiglie professionali: “area produzione di beni ed erogazione del servizio” (27,9%, pari a 500 figure), “aree tecniche e della progettazione” (44,6%, pari a 170 figure); “aree commerciali e della vendita” (25,2%, pari a 170 unità).

Anche Lecco evidenzia le stesse criticità: “aree produzione di beni ed erogazione del servizio” (44,2%, pari a 410 figure), “aree tecniche e della progettazione” (59,5%, pari a 140 figure) e “aree commerciali e della vendita” (26,7%, pari a 90 unità)La somma delle percentuali può non dare 100 in quanto i valori assoluti sono arrotondati alla decina.

In Lombardia: laureati 16,1%; diplomati 61,7% (di cui 36% diploma e 25,7% qualifica professionale); scuola dell’obbligo 22,3%. In Italia: laureati 11,2%; diplomati 62,2% (diploma 33,6% e qualifica professionale 28,6%); scuola dell’obbligo 26,5%. n questo caso la provincia con il valore più basso è stata considerata la prima in classifica, avendo una maggiore quota di “manodopera più qualificata” sul piano della formazione ricevuta.

 

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