Como, 10 luglio 2021   |  

Festival Musica sull’Acqua domenica 11 Luglio a Morbegno

Alla MACH Orchestra, diretta da Diego Matheuz, spettano infine gli ultimi due appuntamenti del Festival, il 17 luglio a Morbegno, all’Auditorium S. Antonio, e il 18 a Palazzo Gallio a Gravedona

MACH youth prove con Francesco Senese def

Primo concerto pubblico domenica 11 luglio (ore 18) all’Auditorium S. Antonio di Morbegno per la MACH Youth, l’ultima e più recente formazione del MACH - Music Art Creativity Hub, il progetto formativo del Festival Musica sull’Acqua creato nel 2018, da cui sono nati già il gruppo di musica da camera (MACH ensemble) e di musica sinfonica (MACH Orchestra).

La MACH Youth accoglie i bambini e ragazzi più giovani del Festival, fra i 9 e i 17 anni provenienti da più parti d’Italia, che in queste settimane hanno seguito a Colico un percorso formativo e creativo, studiando in orchestra e in più raccolte formazioni strumentali, al fianco di musicisti prime parti di orchestre internazionali e diretti da una delle bacchette più prestigiose del panorama musicale internazionale, quella di Diego Matheuz, ideatore del progetto MACH insieme al violinista e direttore artistico del Festival Francesco Senese.

E sarà proprio Matheuz a dirigerli nell’appuntamento che segna il loro debutto, con un concerto che attraversa musica di diversi stili ed epoche, quasi a voler mettere alla prova la ‘duttilità’ dei giovanissimi interpreti. Il programma si apre con il Concerto per arpa e archi in si bemolle maggiore op. 4 n. 6 di Georg Friedrich Händel, scritto nel 1736 per l’arpista William Powell ed eseguito per la prima volta al Covent Garden di Londra nell’intervallo dell’oratorio handeliano La festa di Alessandro; ne è solista l’arpista Nabila Chajai francese di origini marocchine, vincitrice del Concorso ARD di Monaco e prima arpa in alcune fra le più importanti orchestre europee.

È di quasi due secoli successivo il Concerto per sax e orchestra in mi bemolle maggiore op. 109 composto da Aleksandr Glazunov nel 1934 e dedicato al famoso sassofonista americano Sigurd M. Rascher; in quest’occasione la parte solista sarà affidata a Roberto Armocida che farà emergere le varie ‘anime’ del sax, spaziando fra carattere meditativo e raccolto, vivaci disegni melodici, fino alla vivace e travolgente danza finale che permea l’ultimo movimento del Concerto. Il programma si completa con la Sinfonia per archi n. 10 (1823) di un Mendelssohn appena quattordicenne, destinata (come le altre sinfonie giovanili) ai concerti privati che si tenevano ogni sabato nella sua casa di Berlino; la caratterizzano scorrevolezza e grande inventiva melodica in una forma serenamente classicheggiante.

Nella Chiesa di San Giorgio a Colico il 12 luglio, e nella Chiesa di San Bernardino di Villatico (una piccola frazione di Colico) il 13, carta bianca ai musicisti della MACH Orchestra protagonisti di due concerti con repertori solistici a sorpresa. La segue - il 14 luglio a Molino Maufet di Villatico e il 15 nel Parco delle Rimembranze a Bellano – il MACH Ensemble, formazione nata in seno al progetto MACH, con un più specifico percorso nel repertorio della musica da camera, e che in pochi anni di vita si è già cimentato con un repertorio che spazia dal barocco al Novecento, convogliando giovani musicisti di diverse nazionalità e prime parti di orchestre internazionali. Due i concerti che il Festival affida a quest’organico più ridotto, che si alterna in più gruppi da camera, sempre con un programma a sorpresa.

Alla MACH Orchestra, diretta da Diego Matheuz, spettano infine gli ultimi due appuntamenti del Festival, il 17 luglio a Morbegno, all’Auditorium S. Antonio, e il 18 a Palazzo Gallio a Gravedona. Torna Ian Bostridge che del Festival ha siglato l’apertura, con uno dei suoi autori prediletti, Benjamin Britten e una delle sue opere più amate, Les Illuminations op. 18 per tenore e orchestra d’archi su poesie di Rimbaud. Completa il programma la Serenata op. 48 di Čajkovskij.

 

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