Gravedona, 08 luglio 2021   |  

Concerto notturno a Santa Maria del Tiglio a Gravedona

Sempre suggestivo, come ogni anno, il concerto notturno nella Chiesa di Santa Maria del Tiglio a Gravedona per il Festival Musica sull’Acqua.

Anton Dressler

Venerdì 9 Luglio (ore 22.30) in programma il Quatuor pour la fin du Temps di Olivier Messiaen, capolavoro indiscusso del Novecento, scritto ed eseguito per la prima volta nel campo di concentramento tedesco per prigionieri di guerra a Görlitz il 15 gennaio 1941, ottant’anni fa. Fu l’ufficiale del campo, appassionato di musica, che diede la possibilità a Messiaen di comporre musica in vista di un concerto da tenersi alla presenza dei detenuti. Ispirato all’Apocalisse di San Giovanni, il Quatuor è una partitura che è meditazione senza parole, divisa in otto movimenti, che con strumenti di fortuna venne eseguita dallo stesso Messiaen al pianoforte, con i compagni di prigionia Etienne Pasquier al violoncello, Henry Akoka al clarinetto e Jean Le Boulaire al violino. Quattro musicisti che sopravvissuti all’esperienza drammatica della guerra e del campo di concentramento, non si rincontreranno mai più tutti e quattro insieme.

Di questo capolavoro ne sono interpreti per il Festival quattro musicisti di prim’ordine: Ingrid Fliter al pianoforte, Anton Dressler al clarinetto, Diana Tishchenko al violino (nominata Rising Star dell’European Concert Hall Organisation-ECHO nella stagione 2020/21) e Gabriele Geminiani al violoncello. Introduce all’ascolto il giornalista e musicologo Guido Barbieri che racconta: “Il ‘Quatuor’ è una riflessione sul tempo: su ciò che un’opera d’arte cardine del Novecento come quella composta da Messiaen ha seminato, ha fatto germogliare e ancora oggi continua a raccogliere.

Una ‘apocalisse contemporanea’ che, come quella narrata dal Nuovo Testamento, non segna affatto la fine del tempo, bensì, sempre e comunque, l’utopia di un nuovo inizio”. Prosegue Barbieri: “Quando i prigionieri del Campo di Görlitz ascoltarono per la prima volta il ‘Quatuor’ ebbero la sensazione confusa, forse incompiuta, che la sola esistenza della musica, in un inferno di fame, freddo e disperazione, rappresentasse per tutti loro una forma di riscatto, di resistenza, una affermazione di umanità contro la barbarie. E non è forse esattamente questa affermazione di umanità che noi cerchiamo, mutate ovviamente le circostanze storiche, nel ritorno graduale, lento, incerto allo ‘status quo ante’, passata l’emergenza Coronavirus, al rito sociale che la musica, ad esempio, interpreta?”.

Musica e natura si incontrano, nella mattina del 10 luglio, per il Concerto Promenade lungo il Sentiero del Viandante, celebre passeggiata in quota lungo il lago, dove in occasione dell’anniversario dantesco la cantante e attrice Laura Catrani presenta il suo nuovo progetto Vox in Bestia con testi di Tiziano Scarpa e la musica di Alessandro Solbiati, Matteo Franceschini e Fabrizio De Rossi Re. Si tocca uno dei temi più affascinanti ed enigmatici della Commedia dantesca, gli animali simbolici e reali che affollano le tre cantiche e che danno vita ad un inimitabile bestiario poetico in cui fiere e bestie rappresentano il tramite tra gli uomini e Dio.

La sera appuntamento all’Abbazia di Piona, per scoprire la musica da camera di primo Novecento del francese Jean Cras, autore oggi di raro ascolto, che divise la sua vita fra il talento musicale (nel 1921 vinse il primo premio al Concorso musicale della Città di Parigi) e la carriera nella marina militare. Una scrittura musicale dalle tinte impressioniste, con venature esotiche, suggerite dai tanti viaggi compiuti in terre lontane. Se ne avrà un assaggio nel Trio per archi e nel Quintetto per arpa, flauto e archi di cui sono interpreti Nabila Chajai (arpa), Adam Walker (flauto), Francesco Senese (violino), Simone Briatore (viola) e Patrizio Serino (violoncello).

I giovanissimi della MACH Youth, diretti da Diego Matheuz, saranno l’11 luglio all’Auditorium S. Antonio di Morbegno con il Concerto per arpa e orchestra di Handel (solista Nabila Chajai), il Concerto per sax e orchestra d Glazunov (solista Roberto Armocida), e la Sinfonia per archi n. 10 di Mendelssohn.

Nella Chiesa di San Giorgio a Colico il 12 luglio, e nella Chiesa di San Bernardino di Villatico (una piccola frazione di Colico) il 13, carta bianca ai musicisti della MACH Orchestra protagonisti di due concerti con repertori solistici a sorpresa. La segue MACH Ensemble, formazione nata in seno al progetto MACH, con un più specifico percorso nel repertorio della musica da camera, e che in pochi anni di vita si è già cimentato con un repertorio che spazia dal barocco al Novecento, convogliando giovani musicisti di diverse nazionalità e prime parti di orchestre internazionali. Due i concerti che il Festival affida a quest’organico più ridotto, che si alterna in più gruppi da camera, sempre con un programma a sorpresa, il 14 luglio a Molino Maufet di Villatico e il 15 nel Parco delle Rimembranze a Bellano.

Alla MACH Orchestra, diretta da Diego Matheuz, spettano infine gli ultimi due appuntamenti del Festival, il 17 luglio a Morbegno, all’Auditorium S. Antonio, e il 18 a Palazzo Gallio a Gravedona. Torna Ian Bostridge che del Festival ha siglato l’apertura, con uno dei suoi autori prediletti, Benjamin Britten e una delle sue opere più amate, Les Illuminations op. 18 per tenore e orchestra d’archi su poesie di Rimbaud. Completa il programma la Serenata op. 48 di Čajkovskij.

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