Bellano, 14 luglio 2021   |  

A Bellano i giovani talenti del Mach Ensemble

Mercoledì 14 e giovedì 15 Luglio al Molino Maufet di Villatico e al Parco delle Rimembranze di Bellano per il Festival Musica sull’Acqua

Abbazia di Piona chiostro fotoCamillaMastaglio ridt

Dopo gli assoli dei musicisti della MACH Orchestra nei giorni passati al Festival Musica sull’Acqua, mercoledì 14 Luglio (ore 22) al Molino Maufet a Villatico (frazione di Colico) - replica il 15 al Parco delle Rimembranze di Bellano - sarà la volta del MACH Ensemble, formazione nata in seno al progetto MACH – Musica Art Creativity Hub, con uno specifico percorso nel repertorio della musica da camera. Inconsueto e affascinante il luogo scelto per il concerto del 14: risalente al 1100 e posizionato lungo il percorso dell’Antica Roggia Molinaria che ha origine a Fontanedo, il Molino Maufet ha una storia quasi millenaria.

Abbandonato negli ultimi decenni, è stato soggetto di recente a un processo di restauro, valorizzazione e ricerca storica, che lo rende oggi una delle attrazioni turistiche più interessanti intorno al lago, censito anche dal FAI fra i “luoghi del cuore”. Il concerto, alle ore 22, si terrà all’aperto nello spazio antistante il mulino (si consiglia di portare un cuscino per sedersi sul prato); con l’occasione il mulino sarà visitabile al pubblico dalle ore 18 (prenotazione obbligatoria a info@molinomaufet.com).

Ensemble nato nel 2018, con la nascita del MACH – Music Art Creativity Hub, il progetto formativo fiore all’occhiello del Festival, voluto da Francesco Senese e Diego Matheuz – il MACH Ensemble si è già cimentato con un repertorio di musica da camera che spazia dal barocco al Novecento, convogliando giovani musicisti di diverse nazionalità a collaborare con artisti internazionali, fra cui Moni Ovadia, Sara Mingardo, Ingrid Fliter e altre personalità del mondo musicale. Quest’anno la formazione si presenta in sestetto e ottetto per eseguire due lavori giovanili di Johannes Brahms - il Sestetto per archi in si bemolle op. 18 – e di Felix Mendelssohn-Bartholdy con il suo Ottetto per archi in mi bemolle maggiore op. 20.

Il Sestetto di Brahms, composto fra il 1858 e il ’60, è la sua prima grande partitura di musica da camera, caratterizzata dall’equilibrata costruzione formale, dal recupero della tradizione classica, e dallo stile sereno e amabile; lui stesso lo definì una delle cose migliori che avesse scritto. Aveva appena 16 anni Mendelssohn quando compose l’Ottetto op. 20 nel 1825, e nonostante la giovanissima età, questa partitura si presenta come un piccolo gioiello musicale, che dimostra la precoce maturità del musicista. Ad ogni esecutore viene richiesto un impegno non indifferente: come si legge nell’indicazione apposta dal Mendelssohn nella partitura autografa, ciascuno deve suonare “nello stile di un'orchestra sinfonica”, con un impegno pressoché paritetico fra tutti gli strumenti.

Alla MACH Orchestra, diretta da Diego Matheuz, spettano infine gli ultimi due appuntamenti del Festival, il 17 luglio a Morbegno, all’Auditorium S. Antonio, e il 18 a Palazzo Gallio a Gravedona. Torna Ian Bostridge che del Festival ha siglato l’apertura, con uno dei suoi autori prediletti, Benjamin Britten e una delle sue opere più amate, Les Illuminations op. 18 per tenore e orchestra d’archi su poesie di Rimbaud. Completa il programma la Serenata op. 48 di Čajkovskij.

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